Internet è pericoloso (?)

Internet è pericoloso!

E subito rabbrividisco. Questo papà ne è convinto: “internet è pericoloso”, mi ripete.

Ci sta, le cose che non si conoscono fanno paura. E (nel 2015!) internet può fare paura.

Internet è uno strumento, non nasce con una connotazione buona o cattiva. E’ l’uso che ne facciamo di esso che lo definisce.

Un pò come tutte le cose,  o sbaglio?

Internet è, ormai, una questione che non può essere ignorata, nè vissuta in modo passivo.

E allora, anziché preoccuparci di ciò che fanno i giovani in internet, iniziamo ad occuparcene.

Le generazioni dei nativi digitali, questi bambini che ancor prima di camminare sanno cercare video su youtube e giocare con l’iPad del papà, nascono in un mondo fortemente pervaso dalle tecnologie digitali di ogni genere e specie; questa è la loro normalità!

Così come per me lo sono stati la televisione a colori, il riscaldamento e il telefono. C’erano prima che nascessi, quindi sono stati la mia normalità.

Il fatto di nascere in un mondo in cui certe cose sono date per scontate non significa essere in grado di utilizzarle in modo corretto.

Il fatto che ci fosse la televisione e che la sapessi accendere non significava affatto che fossi in grado di decidere che programmi guardare, per quanto tempo e, soprattutto che riuscissi ad analizzare con senso critico i messaggi veicolati dal canale televisivo.

Ed ecco, allora, che il ruolo dell’educatore è importante. Era importante quando ero bambina io e lo è ora più che mai.

Genitori, educatori ed insegnanti non possono ignorare le nuove tecnologie e la formazione all’informatica; il non conoscere i device digitali non giustifica un atteggiamento negativo nei loro confronti.

Noi adulti non possiamo essere spettatori delle nuove generazioni; dobbiamo essere attivi ed educare loro al  migliore utilizzo dei digital device.

Il coding è la quarta abilità di base della scuola, per trasformare i ragazzi da consumatori passivi a soggetti critici.

Leggere, scrivere, far di conto e programmare sono le abilità che gli insegnanti devono trasmettere agli studenti.

La cosiddetta alfabetizzazione digitale, che può essere un passatempo per un pensionato od un divertimento per una casalinga, è una necessità per un bambino.

Noi di Plat1 abbiamo fatto dell’alfabetizzazione digitale la nostra missione cercando di diffondere negli istituti scolastici l’importanza dell’educazione informatica degli studenti attraverso corsi e formazione al personale docente.

La diffusione di un corretto uso degli strumenti digitali e di una sana conoscenza degli stessi passa attraverso il movimento definito l’Ora del Codice

L’Ora del Codice è un movimento di sensibilizzazione e consiste in una introduzione all’informatica di un’ora, progettata per smitizzare la programmazione e dimostrare che chiunque può imparare le basi della scrittura di codice.

Ogni studente dovrebbe avere l’opportunità di imparare l’informatica. L’informatica aiuta a sviluppare le abilità logiche e di risoluzione dei problemi e la creatività. Iniziando in giovane età gli studenti avranno le fondamenta per il successo in qualsiasi carriera vorranno sviluppare.

Perchè internet, caro papà, non è pericoloso:
  • Internet significa opportunità.
  • Internet significa realtà.
  • Internet significa connessione.
  • Internet significa relazione.

Non esiste un mondo virtuale ed un mondo fisico; esiste il mondo reale. Ed internet è realtà.

Il fatto di essere nati in un mondo in cui c’erano le biciclette non significava che fossimo capaci di pedalare. Ci è stato insegnato.

Nascere in un mondo pervaso da digital device non significa essere capaci di usarli.

E come insegniamo ai bambini ad andare in bicicletta, insegniamo loro ad “andare in internet”.

Poi capiterà che ci si farà del male, così come quando cadevo dalla bicicletta cercando di andare senza mani o su una ruota sola!

Ci sta, è il gioco della vita. Internet non centra.

Perchè internet non è pericoloso.
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